ANNO XXIX - N.4 = DICEMBRE 2002

 

 

FOGLIO NOTIZIE

"LA TRISA"

 

IN QUESTO NUMERO:

  1. 2003: ANNO NUOVO, TRISA NUOVA ?

  2. PARLIAMO DI SOLDI

  3. GLI AUGURI E … LE VARIE

  4. RICORDI

 

 

 

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2003: ANNO NUOVO, TRISA NUOVA ?

Nel corso della prossima estate del 2003 saremo chiamati a due
elezioni per la nostra associazione: quella "normale" triennale per il
rinnovo del Consiglio Direttivo ed il referendum deciso dal consiglio
per l'eventuale modifica allo statuto sociale con la eventuale
previsione dell'iscrizione anche alle donne.
Mentre c'è poco da dire circa il rinnovo triennale delle cariche che è
un normale momento di democrazia nel corso del quale ciascun
associato è chiamato a valutare coloro che hanno guidato la
associazione e decidere se confermarli o se cambiarli, ben diverso è
il discorso per quanto riguarda il referendum.
Il fatto che a La Trisa possano iscriversi solo persone di sesso
maschile è stato indubbiamente finora motivo anche di critica e
persino di "scherzo" ed ironia, ma bisogna anche riconoscere che
era una caratteristica forte della nostra associazione che la
individuava rispetto alle altre e le dava una connotazione del tutto
particolare.
Non sappiamo come reagiranno i soci, siamo sinceramente curiosi di
vedere il risultato del referendum, proprio per capire se oramai le
nuove generazioni, lontane dai fondatori di quasi 50 anni fa, si siano
scrollate di dosso quei "tabù" e quelle convinzioni che fino ad ora
non hanno permesso di fare questa modifica.
Certo che se nel referendum prevarranno i favorevoli al
cambiamento, La Trisa sarà davvero qualcosa di nuovo che il nuovo
consiglio direttivo (l'ultimo, a quel punto, composto da soli uomini)
dovrà avere la fantasia di amministrare in maniera del tutto diversa,
sfruttando le nuove possibilità che si aprirebbero, ma anche
riuscendo ad invogliare le "signore" ad iscriversi con iniziative a loro
gradite, con cambiamenti di programmi e di prospettive.
Perché non c'è dubbio che se crediamo di far entrare in
associazione le donne solo perché tengano puliti la sede e il casett;
preparino magari la polenta e il companatico il giorno della
polentata, e poco altro, allora possiamo essere sicuri che non se ne
iscriverà nessuna.
Ed avranno ragione.
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PARLIAMO DI SOLDI

In uno scritto del 1769 ho trovato una ingiunzione di pagamento alle
Pievi da parte del Governo di Innsbruck dopo i fatti della
demolizione del dazio di Tempesta.
Per la Rendeva la "steura" o "stevera" da pagarsi in due rate era di
2.721 troni e 11 carantani.
I troni erano lire venete e valevano 12 carantani, i quali, a loro volta,
valevano un soldo e mezzo e il soldo era un centesimo di fiorino
austriaco.
Qui si parla di fiorini o ragnesi, cioè fiorini del Reno: 5 troni facevano
un ragnese con un valore talvolta oscillante: nel 1703 si trova un
riscontro con l'indicazione che 1.200 ragnesi equivalevano a 6.000
troni, ma si trovano altri documenti dove i ragnesi vengono valutati
anche a 4 e mezzo.
Il nome "tron" trae origine dal doge Nicolò Tron che ha fatto coniare
lire venete con la propria effige nel 1472. La lira veneta si divideva
in venti soldi ed ogni soldo in dodici piccoli. Così con il doge
Marcello, si parlò di "marcelli" da dieci soldi e con il doge Mocenigo
si parlò di "mocenighi" da 20 soldi.
Vi era inoltre il tallero, moneta d'argento che equivaleva a 10 troni e
mezzo.
Nella prezzologia trentina troviamo che nel 1526, a Calliano in
Vallagarina, furono sborsate 175 lire di moneta meranese, le quali
equivalevano a 35 ragnesi, tot mocenighi, tot troni e tot marcelli.
Ancora, vi era il crosone che valeva 12 troni e la petizza che valeva
18 carantani, ossia 30 soldi.
Noi oggi talvolta facciamo confusione con le monetine dell'euro, ma
certo in quei tempi la cosa doveva essere ben più complicata.
In verità per la gente comune non diventava un problema, perché di
soldi, troni, carantani, mocenighi, etc, ne vedevano ben pochi ed il
problema vero era il semplice sopravvivere !

Silvano Brunelli

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GLI AUGURI E … LE VARIE

== Il giornalino n.4 di ogni anno, è quello che arriva o poco prima o
poco dopo il Natale (dipende solo dalle poste) ed è quindi una
gradita occasione per rivolgere a tutti gli associati ed ai loro familiari
i più sinceri, affettuosi, cari auguri di Buone Feste e di felicissimo
2003.

== Si invitano tutti i soci a controllare se hanno effettuato il
pagamento della quota sociale per il 2002.
In caso contrario, con il prossimo 31 dicembre, verranno cancellati
dal libro soci e non riceveranno più questo giornalino.
Chi desiderasse regolarizzarsi è pregato di contattare il presidente
Renato Lorenzi, o il segretario Luigi Magna, o il tesoriere Imerio
Santoni, tutti all'indirizzo, oppure al n. di telefono od all'indirizzo
E-mail indicati in fondo al giornale.

== La festa d'autunno è andata particolarmente bene quest'anno sia
perché è stata favorita da una bellissima giornata di sole, sia per il
numero di partecipanti che è stato quasi da record (quasi 90
persone fra soci e familiari), sia infine perché siamo rimasti tutti
soddisfatti per il pranzo ed anche per le visite. Molto bella in
particolare la città di Vigevano con la sua famosa piazza
medioevale.

== Abbiamo completamente ristrutturato la nostra sede: sono stati
rivisti, sistemati o del tutto rifatti il pavimento della cucina, il bagno, il
collegamento con il bombolone del gas. In questo modo finalmente
al bar arriva l'acqua calda (che permette di lavare i bicchieri e le
tazze senza … gelarsi le mani), ed il calore è assicurato ed
ugualmente distribuito in tutti i locali. In questo modo la sede diventa
sempre più accogliente.
Speriamo solo che i soci se ne affezionino sempre più e la utilizzino
maggiormente.

== Anche i famosi lavori del "volt" attraverso il quale si entra alla
nostra sede sono stati ormai quasi ultimati. Ci pare che siano venuti
davvero bene ed invitiamo tutti i soci che vengano a Mortaso per le
feste a fare una passeggiata "fin foi Giuseff" per vedere di persona
i lavori. Se poi si fanno dare la chiave da un consigliere possono
anche entrare a visitare la sede risistemata.
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RICORDI

Dopo avere saltato il numero di settembre, che si completava con
altri articoli, riprendiamo, per la rubrica "Ricordi", la pubblicazione
della bella poesia di Santo Lorenzi che stiamo ripubblicando a
puntate.

In tra capei, pulman e arcadi
Panatun, cassi dono e adunadi
Nu savria quanti li sia li nutadi
Cal pol sognar o far li serenadi

Sperom chi par cost nul faga senza
Darsi d'atturn, e gatarsi la so bela
Al saria in gran pacà, na negligenza
Chi 'l so cor gimel al duvoss rastar putela

L'istà al saria 'l bel temp da nar coli soci
Ma el: sior nò, al vegn a giugar boci

Ghè anca dai noni chì a Milan
Ca i gà l'ofta da spess al cul al pan
I gà 'n ment li so casi giù par i broi
E ci i fa aftrutant i so fioi

O ca i gà l'aqua da nar su a sarar
O ca i gà da li bacheti da piantar
A sinturli ei, i ga sempre su da far
Ma li è scusi, l'e parchè i vol nar

Ghe giù anca 'l Mondol, giù da Piacenza
Cal giuraria, dal bon, salafè
Nu le propriu miga bon da far senza
Al la faria di cor, anca a pè

Anca 'l Bastian, con tucc i so fradei
I và a gara par tor ognun na vacca blegia
E cì i ni fa su set, di mari dai videi
Cula scusa da nar a gatarli via Tegia
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Tra cappelli, pullman e arcate
Panettoni, pacchi dono e riunioni
Non saprei quante siano le notti
Che può sognare o fare le serenate

Speriamo che per questo non faccia a meno
Di guardarsi attorno e trovarsi la sua bella
Sarebbe un gran peccato, una negligenza
Che il suo cuore gemello dovesse restare zitella

L'estate sarebbe il tempo giusto per andare con le signorine
Ma lui: signornò, viene a giocare a bocce

Ci sono anche dei nonni qui a Milano
Che scappano spesso dal lavoro
(lett.: "che voltano spesso il sedere al pane")
Hanno in mente le loro case giù per "i broi" (località)
E così altrettanto fanno i loro figli

O che hanno l'acqua da andare a chiudere
O che hanno delle bacchette (di fagiolo) da piantare
Ad ascoltare loro hanno sempre su da fare
Ma sono scuse, è perché vogliono andare

C'è anche il Raimondo giù a Piacenza
Che lo giurerei, davvero, in fede mia
Non è proprio capace di farne a meno

Farebbe la strada anche a piedi, ben contento
Anche il Sebastiano, con tutti i suoi fratelli
Vanno a gara per comperare ciascuno una mucca del Bleggio
E così ne riuniscono sette di mamme di vitelli
Con la scusa di andare a trovarle a Teggia (località)

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CONSULTATE IL SITO INTERNET DELLA NOSTRA
ASSOCIAZIONE ALL'INDIRIZZO :
http://digilander.libero.it/latrisa

ASSOCIAZIONE LA TRISA - frazione Mortaso - 38088
SPIAZZO (TN) - tel. 0465-802049 - Email: info@latrisa.com
LETTERA AGLI ASSOCIATI CICLOSTILATA IN PROPRIO