ANNO XXVI - N.1 = MARZO 1999

 

 

FOGLIO NOTIZIE

"LA TRISA"

 

IN QUESTO NUMERO:

  1. = IL NUMERO DI MARZO

  2. = LA VINCITA

  3. = la rubrica: "RICORDI"

  4. =ANCORA UN LUTTO

 

 

 

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IL NUMERO DI MARZO

Come ogni anno, il numero 1 di questo giornalino, quello di marzo, è il
più difficile da realizzare. Il 2, quello di luglio, porta il programma
previsto per l'estate, le date delle manifestazioni, etc. Il 3, quello di
settembre, porta le relazioni sui risultati delle gare, delle riunioni,
dell'assemblea generale, etc. Il 4, quello di dicembre, è vicino a
Natale, c'è da far gli auguri, qualcuno scrive sempre qualcosa, c'è da
dar conto di qualche riunione di consiglio, etc.
Invece il n.1 di marzo è sempre privo di argomenti.
Anche quest'anno era così: meno male che Enzo Morocutti ha
mandato uno dei suoi articoli; meno male che il presidente Claudio
nei mesi scorsi ci aveva consegnato tanti vecchi documenti per la
rubrica "Ricordi", altrimenti sarebbe veramente stato un problema
riempire queste pagine.
Eppure sappiamo che i soci gradiscono molto il giornalino e
l'aspettano. Se avessimo deciso di "saltare" il numero di marzo,
siamo sicuri che molti si sarebbero lamentati.
E allora non dimentichiamoci di collaborare, di inviare racconti, poesie,
documenti, barzellette, critiche, commenti, insomma tutto quello che
volete e che possa interessare gli altri soci creando occasione di
scambio di idee e di esperienze.

La redazione

 

 

 

 

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LA VINCITA

Si tratta del solito, gradevole articoletto di Enzo Morocutti. Questa
volta è forse meno scherzoso del solito, meno "surreale" e più
meritevole di qualche "riflessione esistenziale".

Se spendere soldi (1.600 - 3.200 - 6.400 e più lirette) dal tabaccaio
per una - due - quattro schedine del Superenalotto è definito gioco,
allora quando vado al supermercato e spendo 60.000 lire fra
formaggi, pasta e biscotti, l'evento si potrebbe definire una goduria.
Sì, va bene, la spesa in cooperativa o altrove non ha un riscontro
ludico, cioè di scommessa, di divertimento, ma altre spese, per
l'abbigliamento, la cura della persona, i viaggi e simili, sono, per chi
se lo può permettere, momenti divertenti che quando si realizzano
danno la stessa soddisfazione, lo stesso appagamento personale
come se si trattasse di una vincita al lotto... Ed ecco quindi che
torniamo all'argomento. .
Chi ha detto che un 6 al Superenalotto di 60 - 70 miliardi di lire possa
essere il sommo traguardo della vita? Non è forse vero che chi
dispone di quel. tanto per potersi comperare il capo d'abbigliamento
desiderato, per prenotare il viaggio, per acquistare nei negozi quello
che necessita, per affrontare senza affanno le scadenze (compresa
la quota annuale de La Trisa), si sente sempre appagato, tranquillo e
soddifatto ?
Immaginate i pensieri che passano per la mente del possessore della
schedina vincente una cifra sbalorditiva! lo personalmente rinuncio a
scommettere anche solo 1.600 lire è un rischio, Se dovesse capitarmi
di vincere 60 miliardi e riuscissi a sopravvivere all'emozione, come
dovrei comportarmi? Potrebbe essere un sogno: mi vedo
preoccupato, pallido e teso, sguardo diffidente e allarmato, incerto sul
come manipolare il pezzetto di carta nel quale appaiono i numerini
vincenti che, lo sento, mi stanno creando enormi problemi.
Ho vinto! Lo dico a mia moglie? Sicuro! Ai figli no. Eh no ! I figli
devono fare i loro sacrifici nella vita per temprarsi, diventare uomini
(o donne) seri e responsabili, debbono farsi con i loro mezzi, ecc.
ecc. Sono incerto, allora con chi mi confido, a chi chiedo consiglio?
Non posso appoggiarmi ciecamente al "carissimo" direttore della
Banca preferita (non mi ha concesso lo 0,25% di interessi in più sul
mio conto nemmeno supplicandolo in ginocchio); non voglio andare
da un notaio o da un avvocato per far loro curare l'incasso del
malloppo perchè, penso, a me resterebbero spio gli :zeri e a loro il
resto.
Penso anche che potrei farmi aiutare da un amico fidatissimo il
quale forse riuscirebbe, per un po', a non confidarsi con il suo amico
superfidato, il quale a sua volta ...
Scartato anche il possibile aiuto "disinteressato" dei parenti, mi
accorgo di essere solo, solo con mia moglie che mi guarda sospettosa
e triste, evidentemente ricorda la frase di, un tizio - alla TV
che, interpellato su una possibile vincita miliardaria, fra i sogni da
realizzare, in "pole position" c'era quello di cambiare la sua
consorte! ... " .
Intanto mi sento stanco, ho la mente offuscata da mille pensieri,
progetti, preoccupazioni, dubbi e diffidenze.
Appena verrà giorno dovrò andare a fare una fotocopia della
schedina, per sicurezza, non si sa mai ... Se vado in cartoleria o dal
tabaccaio... addio anonimato: poter andare in qualche box libero in
centro o alla stazione, però sono luoghi frequentati da certa gentaglia,
non mi sembrano consigliabili. Se venissi rapinato? Se la macchina
copiatrice dovesse incendiarsi quando sta riproducendo la schedina?
se, ... se?
Credetemi è una tragedia. Non ho più pace, volto e giro la schedina,
la guardo, l'accarezzo e la ripongo nel portafogli, no, forse meglio nel
borsellino... oppure per stanotte la mimetizzo assieme ad altre? Ho
deciso, in attesa del mattino, starà sul comodino accanto a me, nella
busta degli occhiali. Che serata e che nottata!
Intanto gli "effetti collaterali indesiderati" si sono più volte pronunciati,
vago per la casa e ogni volta che rientro in camera, prima di coricarmi,
do una sbirciata nella cus1todia degli occhiali.
Che notte bestiale!
Non ho chiuso occhio. Alle 5,30 sono già in piedi, già vestito, pallido e
assonnato guardo l'ora, le banche apriranno alle 8,30.
Vado alla solita? Mi conoscono! Ne cerco una un po' più lontana?
Riguardo la scheda, sta bene ed è sempre lì, indifferente, Che fare?
Intanto porto il caffè a mia moglie, mi guarda in modo strano, è
evidente la sua meraviglia nel vedermi ancora per casa, forse,
secondo il suo sogno, avrei dovuto esse m in viaggio verso le
Bahamas.. .
E' ora di muoversi. Ho deciso, è meglio che vada alla mia solita
banca. Affronterò il direttore. Come dovrò esordire? Che contegno
dovrò adottare? Dovrò atteggiarmi a magnate della finanza o
chiedergli semplicemente aiuto, implorarlo di darmi una mano a
curare i miei interessi e di non infierire per qualche giorno con
richieste, diversificazioni e proposte di finanziamenti, finchè non mi sia
ripreso dallo shock? Ho le idee confuse, è un inferno.
Alle 8 sono davanti alla banca. Il vigilante ed io ci squadriamo a
vicenda, uno più diffidente dell'altro. Che tensione: la mano in tasca a
sentire il fruscio della schedina; nell'altra il giornale locale con il
titolone in prima pagina che scrive della vincita record in città. Che
sudata! .
Cerco di farmi coraggio, mi consolo nel constatare che forse non sarà
difficile mantenere l'anonimato. Finalmente sono le 8,30. Gli ingressi
vengono attivati, entro fra i primi, pallido e teso mi incammino verso gli
sportelli per chiedere del direttore quando qualcuno a voce alta mi
chiama: "... cosa fai quì a quest'ora? Hai vinto al Superenalotto ?"
Tutti, impiegati e clienti, si voltano a guardarmi e, preso dal panico, ...
finalmente mi sveglio!
Il profumo del caffè mattutino m'i porta alla realtà. Che incubo, che
sudata
Mia moglie serena e tranquilla come sempre mi fa notare come
ho ridotto il letto voltandomi e girandomi tutta la notte: forse avevo
cenato pesante. Le racconto il sogno...Sul comodino tante schede
da compilare che andro' a gettare immediatamente nel cestino:
non voglio diventare miliardario, non voglio complicarmi la vita !!

Enzo Morocutti

 

 

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"RICORDI"

Proseguiamo nel1a rubrica cosi detta "Ricordi",
nella pubblicazione di vecchi documenti.

Questa volta si tratta della prima parte di una poesia scritta da Santo
Lorenzi nel lontano 1960 per festeggiare il quinto compleanno della
nostra associazione. Considerato che stiamo per arrivare a
festeggiarne il 45 ... significa (ahimè!) che ne sono passati ... 40
-Come già detto le altre volte, lasceremo il dialetto così come scritto
dall'autore, in maniera tecnicamente tutt'altro che perfetta, ma utile per
la più semplice comprensione e non mancheremo di far seguire la
traduzione per i non pochi nostri soci che ormai hanno difficoltà a
capire il dialetto, specialmente scritto.

Par al quinto aniversario da la nosa società

La compiss in sti di' chi (come n fiol)
i so bei zinc agn, la nossa cara societa'
le nassuda all'improvvisa a Carisol
come n fiorellin in mezz al pra'.
Vignivani indre' da na bela passagiada
fatta sui noss muncc, in mez a tanc bei pecc
e som farma in sto paes, a far na biciarada
e li' al Sandro mezz soldo al ta la tignuda a batecc
Da li' la fatt i so prumm pass, e dopo pian pianin
l'an dopo lom cumpagnada infina a Nambin
e dopo na spanciada di polenta e salamin
al Gioanin ga' tuca al turno da farghi da padrin
Ghe sta' n'an ca l'om purtada anca in Valisinela
nu 'm rigordo, ma 'm par che l'era di turno al Cesar Compostela
e sto an chi, chi la fin dal mondo i nava profettando
ga l'om consegnada al noss caro e grand Leandro
Chissa' chil sara' col om, col giuan, o col putel
cal gavra' l'onor da farghi da compari da l'anel?
ma adess le amu prest da pinsarghi, l'a' pena fatt la pruma
Cumunion.
e par st'an la purtarom amu intro da Nambron
ma chi l'avria dit (i dira') e nuss pol mai savel
la pudria far li so nozzi, in seggiovia, sul Casinel

Col ca la fatt in sto frattemp

La abbili in pocc di pu la sagra nossa
ca l'era finida in font an ta na fossa
l'om tirada su, e tucc i ga' dat na man
ma la sbuttada pu' grossa la vignuda da Milan
La illumina' in pocc di pu 'l noss caro paes
in tal periodo d'agost, ca l'e' 'l pu bel mes
par darghi in po' di onor, allegria e decoro
e farghi far, ai noss oster, affari d'oro
L'a invoia' a vignur sempro pu' in pressa
tanta nosa gent sparsa da par tutt e tanto cara
a vignur a tastar amu la nosa bona spressa
e cola cara vitamina ca l'e' la nosa tara
L'a ga' dat in po' di brio anca alla nosa sagra
ca la nava sempru pu' indre', sempru pu' magra
l'a rinova' i custum, l'a ga' fat li so arcadi
chi da diversi agn no li era pu usadi.
E par dar pu' slancio amu al noss caro Murtas
la mess in voga amu dala Furtuna 'l Vas
L'a incoragia' i fioei,l'a ga' fat la so festa
parche' i gabia pu' amor amu' al noss paes
tigne' aft la nossa Trisa, e sempro in festa
la sia, ef capi', a' soma intess ?
Col temp, e nu'f rincressa sa nu se' vignu pruma
alla polentata, vuaftri nu nare' pu' in Valisinela
pol darsi chi vuaftri la fagaf .. sula Luna
o la trisagaf .. su' 'n duna qualchi Stela
Ai giuagn noss, cai vegn su co' l'Atomica Era
forsi noi va' l'impastara' pu' giu' la panera
pudre' anca schivarla da magnarla in migoli
ma la podre' magnar, gia' bele in piroli

(continua)


Per il Quinto anniversario della nostra società

Compie in questi giorni (come un figlio)
i suoi bei cinque anni, la nostra cara società
è nata all'improvviso a Carisolo
come un bel fiorellino in mezzo ad un prato
Tornavamo da una bella passeggiata
fatta sui nostri monti, in mezzo a tanti begli abeti
e ci siamo fermati in questo paese, a bere in compagnia
e lì il Sandra mezzosoldo l'ha tenuta a battesimo.
Da lì ha fatto i suoi primi passi e dopo, pian piani no,
siamo andati l'anno dopo fino a Nambino
e dopo una gran mangiata di polenta e salamino
a Giovanni è spettato farle da padrino..
C'è stato un anno che siamo andati anche a Vallesinella
non ricordo, ma mi pare che era di turno Cesare Compostella.
E quest'anno, che dicevano che veniva la fine del mondo, l'abbiamo
consegnata al nostro caro e grande Leandro.
Chissà chi sarà quell'uomo, quel giovane o quel ragazzo
che avrà l'onore di farle da testimone di nozze,
ma adesso è ancora presto per pensarci: ha appena fatto la prima
Comunione e, per quest'anno, la porteremo ancora a Nambrone. Ma chi
l'avrebbe mai detto (diranno) e non si potrà mai saperlo potrebbe anche
fare le sue nozze in seggiovia sul Casinel.

Che cosa ha fatto in questo frattempo

Ha abbellito un po' di più la nostra Sagra che era
finita in fondo ad una fossa.
L'abbiamo rinvigorita e tutti hanno dato una mano
ma la spinta più grande è venuta da Milano.
Ha illuminato un po' di più il nostro caro paese nel periodo
d'agosto, che è il mese più bello per dargli un po' d'onore,
allegria e decoro e far fare, ai nostri "bar", affari d'oro.
Ha invogliato a venire, sempre più in fretta tanta nostra gente,
sparsa un po' dovunque e tanto cara a venire ad assaggiare ancora
la nostra buona "spressa" e quella cara "vitamina" che è la nostra
"tara".

Ha dato un po'di brio anche alla nostra Sagra
che andava sempre peggio, sempre piu' "magra"
ha rinnovato i coatumi, ha fatto le sue arcate
che da diversi anni non si usavano piu'.
E per dare ancora piu' slancio al nostro caro Mortaso
ha ripreso l'usanza di fare il "Vaso della Fortuna"
Ha incoraggiato i giovani, ha fatto la loro festa
perche' abbiano piu' amore per il nostro paese:
tenete alte la nostra "Trisa" e sia sempre in festa,
avete capito ragazzi, cisiamo intesi?
Col tempo, ee non rammaricatevi se non siete venuti prima
alla festa della polentata, voi non andrete piu' in Vallesinella
puo' darsi che voi la facciate (la polentata).. sulla Luna
o la mescoliate .. su una qualche Stella.
Ai nostri giovani che crescono con l'Era Atomica:
forse non ve la impasteranno piu' sulla madia,
potrete evitare di mangiarla in briciole
ma la potrete mangiare gia' bell'e pronta in pillole

(continua)

 

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ANCORA UN LUTTO

Purtroppo ancora una volta dobbiamo dar conto di un grave lutto che
ha colpito la nostra associazione: e' mancato prematuramente il
socio Sandro Montalenti.
Non siamo propio sicuri che fosse uno dei mitici fondatori ( quelli del
1955 per intenderci), ma certo fin dai primissimi anni e' stato sempre
un socio attivissimo e sempre in prima linea per ogni necessita'
dell'associazione. Per molti anni ha rivestito anche la carica di
consigliere mettendoci sempre grande entusiasmo ed iniziativa.
Non lo dimenticheremo !
Al figlio Marco, nostro socio, ed a tutti gli altri familiari, vadano le piu'
sincere e sentite condoglianze dell'associazione e della redazione
del "Foglio Notizie".

 

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LETTERA AGLI ASSOCIATI CICLOSTILATA IN PROPRIO